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  • Ultimo aggiornamento: 01/09/2010 
 
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Melanoma, una nuova molecola sblocca il sistema immunitario

I dati su ipilimumab, un anticorpo monoclonale di nuova generazione sviluppato da
Bristol-Myers Squibb presentati a Chicago al 46° Congresso ASCO.

Chicago, 5 giugno 2010 – Combatte il melanoma con un meccanismo d’azione rivoluzionario, attivando il sistema immunitario contro le cellule tumorali. Ipilimumab, un anticorpo monoclonale di nuova generazione sviluppato da Bristol-Myers Squibb, ha dimostrato in uno studio di Fase III di migliorare la sopravvivenza del 34% in pazienti colpiti dalla malattia in fase metastatica rispetto a quelli trattati con un’altra terapia sperimentale, la vaccinazione peptidica. I dati sono presentati oggi al 46° Congresso ASCO (American Society of Clinical Oncology), il più importante congresso mondiale di oncologia in corso a Chicago fino all’8 giugno, con la partecipazione di oltre 30.000 specialisti. Il melanoma, che fa registrare in Italia 7000 nuovi casi e 1500 decessi ogni anno, è un tumore estremamente aggressivo per il quale finora vi sono state scarse opzioni di trattamento: progredisce in stadio metastatico nel 20% dei pazienti, con una prognosi infausta, caratterizzata da una sopravvivenza mediana di soli 6-9 mesi (dopo un anno la sopravvivenza è del 25-35%). Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “New England Journal of Medicine”, ha coinvolto 676 persone con melanoma metastatico provenienti da 125 centri di tutto il mondo. A un anno il 46% dei pazienti trattati con ipilimumab era vivo (rispetto al 25% di quelli che hanno ricevuto l’altra terapia sperimentale), e a due anni la percentuale di sopravvivenza è risultata del 24% (rispetto al 14% del braccio di controllo). “È la prima volta in 30 anni che si evidenziano miglioramenti significativi nella sopravvivenza da uno studio di Fase III – afferma il dott. Steven J. O’Day, capo della ricerca e direttore del ‘Programma Melanoma’ presso il The Angeles Clinic and Research Institute (California). Proprio a fronte di questi dati, da oggi il farmaco è disponibile in Italia per uso compassionevole. Si aprono quindi nuovi scenari per la terapia di questo tumore: i dati di ipilimumab presentati oggi a Chicago dimostrano infatti l’importanza dell’immunoterapia, una delle aree strategiche della ricerca di Bristol-Myers Squibb nel trattamento dei pazienti oncologici. Ipilimumab agisce al livello delle cellule del sistema immunitario, attraverso un meccanismo target che rimuove i ‘blocchi’ della risposta immunitaria antitumorale. Lo studio presentato all’ASCO conferma l’importanza della ricerca in un’area estremamente critica come quella del melanoma metastatico dove, grazie agli studi su ipilimumab, cambieranno i criteri di valutazione dell’efficacia e della risposta al trattamento, a beneficio dei pazienti colpiti da una patologia così grave. Il melanoma infatti è un tumore in constante crescita. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità nel mondo vi sono ogni anno 132.000 nuove diagnosi. La sua incidenza è cresciuta ad un ritmo superiore a qualsiasi altro tipo di cancro, ad eccezione delle neoplasie maligne del polmone nelle donne, con un aumento di 10 volte negli ultimi cinquant’anni, e un incremento annuo del 6% dagli anni Settanta. E cala anche l’età dei malati: colpisce persone giovani, infatti in più del 50% dei casi la diagnosi avviene entro i 59 anni.

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