Sono circa 700.000 le persone in Italia con epatite B cronica: un numero sottostimato perchè sono molti i casi non ancora diagnosticati.
"Epatite B: il tour" l'informazione e la prevenzione della malattia di nuovo sulle strade d'Italia
Riparte la campagna itinerante: due camper raggiungeranno 26 capoluoghi per sensibilizzare e informare su malattia, rischi di contagio, prevenzione e importanza della diagnosi precoce.
Roma, 10 marzo 2010 – Oltre 700 mila persone in Italia sono affette da epatite B cronica: di queste, almeno la metà non sa di aver contratto l’infezione che, se non trattata, può evolvere in forme gravi come cirrosi epatica ed epatocarcinoma.
Per promuovere informazione, prevenzione, diagnosi precoce e trattamento tempestivo della malattia, riparte la campagna itinerante “Epatite B: il tour”; dal 12 marzo al 20 aprile due camper allestiti a postazione mobile percorreranno le strade d’Italia per incontrare migliaia di cittadini in ben 26 capoluoghi.
La campagna è realizzata in collaborazione con le società scientifiche AISF (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato), SIGE (Società Italiana di Gastroenterologia), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali).
In ogni città-tappa il camper personalizzato sosterà per due o più giorni in diverse piazze dove i cittadini potranno ricevere materiale informativo sulla patologia ed incontrare un medico specialista a disposizione per fornire approfondimenti sull’epatite B: rischi legati alla patologia, sintomi, importanza di una diagnosi precoce.
Contatti ematici, rapporti sessuali non protetti, scambio o riutilizzo di aghi e siringhe, condivisione di oggetti personali come rasoi o spazzolini da denti, piercing o tatuaggi: sono queste le principali vie di trasmissione del virus dell’epatite B, uno dei più potenti agenti virali che colpiscono l’uomo, 100 volte più contagioso dell’HIV.
Alla sua virulenza si aggiunge il carattere asintomatico dell’infezione: molto spesso l’epatite B non dà sintomi specifici per anni e questo ritarda il momento della diagnosi.
“L’asintomaticità è il motivo per cui la metà delle persone è inconsapevole del proprio stato di malattia” – dichiara Evangelista Sagnelli, Presidente Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali. “Circa la metà degli adulti con epatite B non mostra sintomi particolari, e la diagnosi avviene per lo più o in modo occasionale o quando la progressione della malattia determina un quadro clinico evidente”.
Le fasce più colpite dall’infezione sono gli over 30 che non hanno ricevuto la vaccinazione obbligatoria dei primi anni ’90. Tra le persone che contraggono il virus dell’epatite B, circa il 90 per cento sviluppano un’infezione acuta, il 10 per cento una forma cronica che può essere causa di conseguenze gravi.
“L’epatite cronica può evolvere in cirrosi, che a sua volta può evolvere in epatocarcinoma” – afferma Nicola Caporaso, Presidente della Società Italiana di Gastroenterologia. “Tra i malati cronici, circa il 20 per cento subisce una progressione del danno epatico fino alla cirrosi e al cancro, e si può anche arrivare a dover ricorrere al trapianto di fegato. La diagnosi precoce consente di arrestare l’evoluzione del danno epatico”.
Due le strade per sbarrare la strada al virus: prevenzione e vaccinazione. “La prima raccomandazione è di prendere le opportune precauzioni per evitare il contatto con liquidi biologici infettanti; la seconda è di effettuare la vaccinazione, che conferisce un’immunità a lungo termine” – osserva Raffaele Bruno, Segretario Associazione Italiana per lo Studio del Fegato. In Italia, dal 1991 la vaccinazione contro l’epatite B è inclusa nell’elenco delle vaccinazioni obbligatorie per i nascituri.
Per favorire la diagnosi precoce, un ruolo fondamentale è affidato al medico di medicina generale. “Il medico di medicina generale gioca un ruolo a 360° nella gestione dell’infezione da virus dell’epatite B” – afferma Claudio Cricelli, Presidente Società Italiana di Medicina Generale. – “In questa malattia, il medico di famiglia svolge due funzioni essenziali: deve fare counselling sulla prevenzione del contagio, correggendo eventuali comportamenti a rischio, e ricercare l’infezione da HBV in tutti i soggetti a rischio di contrarre il virus, anche senza segni clinici e/o biochimici di malattia epatica”.
La seconda edizione della campagna si svolgerà dal 12 marzo al 20 aprile: si parte da Palermo e Catania, per proseguire a Messina, Siracusa, Taranto, Napoli, Lecce, Avellino, Bari, Caserta, Foggia, Roma, Frosinone, Latina, Viterbo, Ancona, Pisa, Firenze, Bologna, Reggio Emilia, Padova, Torino, Brescia, Mantova, Bergamo, Milano.
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