Laboratoire pharmaceutique BMS

Ultimo aggiornamento: 16/06/2010

 

 

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Un’attenzione particolare alla sicurezza sul lavoro e alla qualità del ciclo produttivo
fanno dello stabilimento Bristol-Myers Squibb di Anagni un punto di riferimento
per la realtà della Valle del Sacco con un significativo impatto in termini occupazionali.

Ad Anagni sono attualmente occupate 640 persone, oltre la metà impegnata nella
produzione e oltre cento alla qualità. Non è a caso allora che lo stabilimento di
Anagni sia approvato da AIFA e FDA (ente Americano).

Da sempre orientato alla soddisfazione dei propri clienti, con sfide aggiuntive
legate alla produttività e ai costi, in una ricerca continua di innovazione dei
processi di manifattura industriale, il sito di Anagni mostra una forte attenzione
alla sicurezza dei lavoratori, indipendentemente dalla specificità della mansione,
nel quadro di una tutela a 360 gradi, tanto che può fregiarsi delle certificazioni ISO
14001 E OHSAS 18001.

 

Dalla metà degli anni sessanta, i 34 ettari del sito rappresentano la realtà
industriale più importante del territorio, che si è arricchita nel tempo di
numerosissimi tipi di forme farmaceutiche, antidolorifici, biologici, oncologici,
cardiovascolari, antinfettivi, antinfiammatori e relativi al sistema nervoso centrale.
In pratica un portafoglio produttivo che va dai liquidi ai prodotti solidi
(compresse) a quelli sterili con investimenti crescenti nel tempo.

Tra questi ultimi gioca un ruolo da protagonista il primo paracetamolo per
endovena. Il farmaco, destinato al mercato europeo (20 Paesi) e anche al Messico
e al Sud Africa, viene realizzato nella forma iniettabile, grazie allo sviluppo
di nuove tecnologie, che hanno permesso di ottenere una soluzione stabile.
Una sfida, questa, vinta attraverso un processo di produzione brevettato,
controllando i parametri critici che provocano la degradazione della molecola.

Nel complesso lo stabilimento di Anagni, dove sono impiegati due impianti
fotovoltaici come Progetto di Sostenibilità, serve numerosi mercati soprattutto
nel Continente (46% Europa Occidentale; 33% Europa Orientale) con una non
trascurabile quota (11%) riservata agli USA. Il tutto con investimenti che superano
diverse decine di milioni di euro.

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